Magie del compensato

I prodotti Drif Draf sono realizzati in cartonlegno oppure in compensato, di betulla o pioppo… Ma cos’è il compensato e perché è così interessante?

In questo articolo ci occupiamo di presentarvi dal nostro punto di vista questo straordinario materiale, per stuzzicare la vostra curiosità … vedrete che ne vale la pena! Non parliamo di un’invenzione di un genio solitario ma di un paragrafo di uno dei più straordinari capitoli della storia dell’uomo, quello della storia della tecnologia. Il compensato è un materiale molto noto ma poco conosciuto e altrettanto poco compreso: da decenni ci passa sotto gli occhi in una miriade di oggetti, dal campo dell’arredamento a quello del design del prodotto, dal fai da te alle sperimentazioni della fabbricazione digitale.

Carta d’identità di un’innovazione

Il compensato è un derivato del legno, il più antico materiale da costruzione. Si tratta di un materiale formato di una sequenza di fogli di legno sottilissimi, spessi pochi mm, detti piallacci, che derivano dall’esfoliazione del tronco e che, opportunamente essiccati, vengono incollati e pressati fino a formare pannelli di diverse dimensioni e di diversi spessori. Il risultato è un materiale composito (collante + fogli di legno) dalle ottime caratteristiche di lavorabilità, stabilità e resistenza.

Abbiamo detto proprio così, alte lavorabilità, stabilità e resistenza.

  1. Il compensato è facilmente lavorabile: la sua composizione in fogli permette di realizzare pannelli curvi che uniscono alla bellezza della forma il valore estetico del legno massello;
  2. Il compensato è un materiale stabile: ogni piallaccio è incollato agli altri in modo che le fibre risultino perpendicolari a quelle dei pannelli adiacenti: in questo modo i fenomeni di ritiro e di dilatazione tipici del legno si compensano e garantiscono maggiore stabilità all’insieme;
  3. L’unione fa la forza: il compensato è resistente: i piallacci lavorano in sinergia perché il pannello, nel complesso, risulti particolarmente resistente, in particolare allo sforzo di compressione.
In sintesi, il ciclo di produzione del compensato (prof.G. Morselli)

Insomma, usare il compensato è un’operazione che sottende una concezione avanzata dell’utilizzo del legno, dato dalla conoscenza delle sue proprietà e dalla capacità di ovviare ai suoi difetti, “smontandolo” e rimontandolo in un nuovo assetto formale e funzionale.

C’era una volta…dalla Piramide di Saqqara alla fabbricazione digitale

Christopher Wilk, nel suo testo Plywood a material history, ci racconta che già nell’Antico Egitto, sin dalla terza dinastia, si producono oggetti che attestano la pratica di impiallacciare, ovvero di rivestire un pezzo di legno di qualità ordinaria con un foglio di legno di qualità più pregiata.

Sempre Wilk ci racconta che una bara di fogli di legno fu ritrovata nella piramide a gradoni di Saqqara, in Egitto, risalente addirittura al terzo millennio avanti Cristo.

Il compensato ha quindi un’origine molto antica ma una storia relativamente recente. È intorno al 1890 infatti, mentre la Rivoluzione Industriale fa da propulsore allo sviluppo tecnologico e alla spinta ai consumi, che questo materiale conosce una diffusione su larga scala. Da allora il suo uso ha spaziato dalla realizzazione di semplici contenitori ad applicazioni molto più insolite e curiose.

Nel corso del XX secolo alterna diverse fortune: con l’avvento della plastica conosce un momento di crisi della sua popolarità, dovuto alla concorrenza con questi materiali ritenuti più economici e versatili. Alla fine del secolo, a partire dagli anni Ottanta, risorge l’interesse per il compensato di pari passo con una generale e diffusa sensibilità verso la sostenibilità ambientale, rispetto a cui questo materiale risulta piuttosto competitivo.

Oggi è ancora molto amato e accompagna alcune tra le più interessanti sperimentazioni della fabbricazione digitale, un vero e proprio movimento tecnologico che ha portato la diffusione delle macchine a controllo numerico tra un vasto pubblico di utenti: è proprio in questo ambito che Drif Draf lo ha incontrato: oggi, dopo alcuni anni, questo materiale è per noi ancora il simbolo preferito della sostenibilità e dell’amore per l’artigianato e il design.

E voi cosa ne pensate?

In quali occasioni avete avuto occasione di conoscere questo materiale?

A presto!

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